Un commiato al Csm. Senza slogan
Prendendo commiato dai membri uscenti del Consiglio superiore della magistratura e accogliendo i nuovi, Giorgio Napolitano ha pronunciato parole significative, che sembrano tracciare il programma dell’organo di governo della magistratura. Del lavoro svolto dal Csm uscente ha sottolineato qualche aspetto positivo, come la maggiore rapidità e severità nel giudizio delle scorrettezze compiute dai magistrati e un “approccio più valido” al rinnovo dei vertici degli uffici giudiziari. Leggi L’esempio del Csm - Leggi Lo scandalo al sole del Csm - Leggi Il caro dottor Fofò e la nuova P3 di Giuliano Ferrara
11 AGO 20

Prendendo commiato dai membri uscenti del Consiglio superiore della magistratura e accogliendo i nuovi, Giorgio Napolitano ha pronunciato parole significative, che sembrano tracciare il programma dell’organo di governo della magistratura. Del lavoro svolto dal Csm uscente ha sottolineato qualche aspetto positivo, come la maggiore rapidità e severità nel giudizio delle scorrettezze compiute dai magistrati e un “approccio più valido” al rinnovo dei vertici degli uffici giudiziari.
Non ha trascurato però di censurare, seppure indirettamente, gli eccessi contenuti nei pareri espressi sulle proposte legislative che, ha ricordato seccamente, “non possano sfociare in un improprio vaglio di costituzionalità e non possano interferire sul confronto parlamentare già in atto sui contenuti del provvedimento”. Il capo dello stato ha peraltro messo in luce anche i mancati adempimenti del Csm uscente, a cominciare dalla “questione degli uffici scoperti e in special modo delle sedi disagiate, cui è stata dedicata una legge però non ancora pienamente attuata dal Csm”.
Passando alle recenti vicende, ha ripetuto la preoccupazione per le eventuali interferenze di “squallide consorterie”, come ampiamente riferito dagli organi di stampa. Ma ha aggiunto, un po’ meno ripreso, che resta tutta da dimostrare la loro “effettiva fisionomia e rilevanza penale”. E ha peraltro citato anche altri fattori di degenerazione, come i “rapporti amicali o simpatie e collegamenti politici”, che “finiscono per colpire fatalmente quel bene prezioso che è costituito dalla credibilità morale e della imparzialità e terzietà del magistrato”.
Non ha trascurato però di censurare, seppure indirettamente, gli eccessi contenuti nei pareri espressi sulle proposte legislative che, ha ricordato seccamente, “non possano sfociare in un improprio vaglio di costituzionalità e non possano interferire sul confronto parlamentare già in atto sui contenuti del provvedimento”. Il capo dello stato ha peraltro messo in luce anche i mancati adempimenti del Csm uscente, a cominciare dalla “questione degli uffici scoperti e in special modo delle sedi disagiate, cui è stata dedicata una legge però non ancora pienamente attuata dal Csm”.
Passando alle recenti vicende, ha ripetuto la preoccupazione per le eventuali interferenze di “squallide consorterie”, come ampiamente riferito dagli organi di stampa. Ma ha aggiunto, un po’ meno ripreso, che resta tutta da dimostrare la loro “effettiva fisionomia e rilevanza penale”. E ha peraltro citato anche altri fattori di degenerazione, come i “rapporti amicali o simpatie e collegamenti politici”, che “finiscono per colpire fatalmente quel bene prezioso che è costituito dalla credibilità morale e della imparzialità e terzietà del magistrato”.
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